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Maria Milasi
A vent’anni, snervata ogni giorno dalla brezza mattutina dello Stretto, decide di lasciare sulla zattera di Ulisse libri, scartoffie, dispense letterarie e… occhiaie. All’odore della carta inizia a preferire quello del palcoscenico misto di legno e polvere. Così si diploma come attrice all’Accademia D’Arte Drammatica della Calabria e da lì in lungo e in largo inizia a peregrinare per il mondo tra workshop, teatri, festival.
Interpreta ruoli da Marivaux, Pirandello, Cechov, Aristofane, Joppolo, Eschilo, Shakespeare, Cocteau, Pinter, Goldoni, Molière, Hofmannsthal, Larreta, Loddo, Fabbri, Garcia Lorca lavorando con diversi registi nazionali ed internazionali.
Gli ultimi ruoli interpretati a teatro Medea dalla Lunga Notte di Medea di Corrado Alvaro ed Alfa che aspetta su una panchina un treno o un autobus; e poi c’è Rosa nel cortometraggio The Barefoot Humanity che ha girovagato in Kosovo, USA, Spagna, Portogallo, Germania, Francia,Romania, India, Corea del Sud, Colombia, Messico, Inghilterra, Scozia,Turchia, etc.
Non sa ancora perché la brezza dello Stretto ad un certo punto della sua vita diventa irresistibile, sta di fatto che quella zattera di Ulisse ormai rottamata l’ha riportata in una delle due sponde. Ed è qui che fonda insieme ad altri temerari la compagnia Officine Jonike Arti, e poi in un borgo fantasma che non è più fantasma il Pentedattilo Film Festival, di cui è coordinatrice artistica, e adesso insieme ad altri temerari il Globo Teatro Festival che è una storia tutta da scrivere.
Ah, dopo aver passato un’infanzia e ampi tratti dell’adolescenza a domare i suoi ricci ed essere vittima di trecce, codini, pinzette e fermagli ha finalmente ceduto alla loro egemonia lasciandoli liberi di vivere di vita propria.