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Spettacoli
Perchè il triangolo azzurro

Nella triste circostanza della deportazione politica esiste una pagina poco conosciuta che, nonostante durante la Seconda Guerra Mondiale la Spagna si sia schierata favorevole agli Alleati, costò la vita a parte dei cinquecentomila spagnoli repubblicani sfollati.
Il folto gruppo costituito da donne, bambini ma anche anziani e militari, nel 1939 attraversò la frontiera della Catalogna per cercare riparo in Francia e provare a sottrarsi all’imprigionamento da parte dei franchisti che, sistematicamente, esercitavano l’esecuzione applicando il concetto di pulizia da loro definito "limpieza".
Ma la Francia non gestì l’esodo, limitandosi a trasferire i profughi inizialmente in una zona recintata a ridosso della spiagge del Sud-Est e, successivamente, usandoli per lavorare alla costruzione delle infrastrutture pubbliche. Molti di questi rifugiati, decisi a combattere contro i tedeschi, si arruolarono nei "Battallions de Marche" della Legione Straniera, cadendo prigionieri dei tedeschi. Il Ministro degli Esteri spagnolo e cognato di Franco negò loro lo status di prigionieri di guerra e furono definiti prigionieri politici e inviati al campo di Mauthausen in Austria, riservato agli antinazisti.
Al folto gruppo non fu, però, imposto il triangolo rosso con l’iniziale della nazionalità al centro ma fu inserito tra gli apolidi e marchiati dal triangolo azzurro.
Alcune fonti valutano il numero dei prigionieri tra le dodici e le quindicimila unità alle quali, sottraendo i 2.398 sopravvissuti accertati, la quantità dei scomparsi sarebbe tra l’80% e l’84%.
 
 
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